49 villette contro il Parco Ducale di Sassuolo.

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La tutela paesaggistica che vige nella zona da oltre quarant’anni può mai consentire una simile violenta urbanizzazione?
Alla Soprintendenza spetta di far valere (con il suo parere vincolante sui singoli progetti edilizi) il notevole interesse pubblico riconosciuto in quel luogo di alto valore paesaggistico.

Prima ancora che la funzione di tutela paesaggistica fosse trasferita alla Regione, era stata la Commissione provinciale per le bellezze naturali a riconoscere l’alto valore paesaggistico – il notevole interesse pubblico – della vasta zona che ha nel Palazzo Ducale di Sassuolo il suo caposaldo visivo primario. Provvedette alla ratifica (in realtà non sollecita) un decreto del Ministero pubblicato in Gazzetta Ufficiale nel novembre 1985.
La stampa locale dà notizia che è imminente la realizzazione di un esteso insediamento residenziale (49 villette) nell’area verde che si apre a ovest del duplice filare di pioppi cipressini, poco a sud della traversa di Via Indipendenza, entro i confini storici del Parco Ducale segnati dalle tracce ancora rinvenibili delle muraglie. L’intervento è previsto dal piano operativo (con valenza di piano urbanistico attuativo di iniziativa privata) approvato dal consiglio comunale nel dicembre 2017. L’abbattimento dei pioppi in atto lungo la linea del previsto insediamento è stato inteso, nel commento risentito di molti cittadini di Sassuolo, come l’avvio dell’annunciato cantiere.
Non risulta che la Soprintendenza abbia partecipato al procedimento urbanistico (poc/pua) con un formale parere, ma – osserviamo – in ogni caso la tutela si esercita nella fase attuativa con l’autorizzazione paesaggistica sul singolo progetto esecutivo. E’ in questa sede che l’Ufficio di tutela esprime la sua vincolante impegnativa valutazione di compatibilità. E nella stessa analitica motivazione del provvedimento di tutela del Parco Ducale si colgono le ragioni di insuperabile contrasto alla radicale trasformazione/fitta edificazione dell’area che costituisce, nell’assedio al parco di un diffuso edificato, un varco aperto ad ovest verso il paesaggio fluviale (la Secchia). Una prospettiva laterale, secondaria (rispetto al primario asse che connette il Palazzo Ducale al Belvedere), esplicitamente considerata nel decreto del 1985 attento ai molteplici profili di protezione del luogo.

Italia Nostra, sezione di Modena.

fonte immagini: facebook e web

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