A Spezzano. Le scuole contro la tutela del paesaggio, il tema sensibile del Comitato “Sì al polo scolastico”. Che non sa riconoscere le ragioni ideali della contestazione mossa da Italia Nostra all’intervento di vasta urbanizzazione di un ambiente agricolo. Anche se sono scuole consumano territorio. E si tratta di paesaggio agricolo, inedificabile per prescrizione del piano territoriale provinciale.

A Spezzano. Le scuole contro la tutela del paesaggio, il tema sensibile del Comitato “Sì al polo scolastico”. Che non sa riconoscere le ragioni ideali della contestazione mossa da Italia Nostra all’intervento di vasta urbanizzazione di un ambiente agricolo.


Anche se sono scuole consumano territorio. E si tratta di paesaggio agricolo,
inedificabile per prescrizione del piano territoriale provinciale.

Consumo di suolo. Non si saprebbe come altro definire l’intervento previsto, con l’accordo di programma (luglio 2017) tra Comune di Fiorano e Provincia di
Modena, nell’ambito agricolo di rilievo paesaggistico a sud della Via Motta, la linea che segna il confine urbano di Spezzano con l’insediamento residenziale
realizzato da almeno tre decenni (così voleva il piano regolatore) sul limite dell’altro lato della stessa via. E quell’accordo non contempla soltanto polo scolastico con palestra e centro pasti, ma pure, oltre l’Hospice, una fitta lottizzazione residenziale che avanza da Villa Moreali Menotti, con il corredo di un invasivo sistema di viabilità a servizio dei nuovi insediamenti. Insomma l’urbanizzazione di un’ampia zona di territorio agricolo vincolato a quella destinazione.
Suggestivo ma contro la verità lo schema polemico di comodo (e perfino offensivo, per immiserire le ragioni del no) agitato dal vivace Comitato per il sì al polo scolastico che, si ricorderà, pochi giorni or sono marciò, con genitori e alunni,  sulla Soprintendenza di Bologna. Non fu il Comitato del “No al consumo di territorio, valorizzare l’esistente” (slogan ineccepibile anche nel riferimento a  questa vicenda), né la reazione di chi risiede da almeno trent’anni al limite di Via Motta, a “innescare il movimento che ha portato al ricorso di Italia Nostra”. Fu Italia Nostra invece ad avanzare, sul fondamento delle notizie di stampa, la prima  contestazione all’annunciato proposito della vasta urbanizzazione del territorio pedecollinare di Spezzano nel declivio dal Castello. E fu opposto subito dall’associazione il principio che pure (e soprattutto) le scuole debbono rispettare la prescrizione di tutela del paesaggio agrario dettata da una insuperabile norma del piano territoriale provinciale. Quando per altro si era ben lontano dall’aver  dimostrato che non fosse praticabile la soluzione alternativa della messa in sicurezza dell’esistente insediamento scolastico entro il compatto nucleo urbano di Spezzano.
Modena, 18 luglio 2019.
Italia Nostra. Sezione di Modena.

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