Il Cinema Olimpia e il Cinema Principe non li vuole nessuno. Modena non può rassegnarsi a perderli. Appello di Italia Nostra alla responsabilità delle istituzioni.

Al Sindaco di Modena

Al Rettore della Università di Modena e Reggio Emilia

Al Presidente della Fondazione di Modena

Il Cinema Olympia e il Cinema Principe non li vuole nessuno. Modena non può rassegnarsi a perderli

Appello di Italia Nostra alla responsabilità delle istituzioni

La vicenda delle due sale cinematografiche che animarono a Modena la stagione di  massima fortuna di quello spettacolo popolare tra anni Cinquanta e Sessanta del Novecento crediamo che impegni la responsabilità della comunità cittadina. Fatti oggetto di un procedimento di esecuzione forzata i due edifici non hanno incontrato, nella successsione degli incanti deserti e pur nel progressivo ribasso dei prezzi, l’interesse del mercato immobiliare, perché sono riconosciuti di interesse storico e artistico e il dovuto rispetto dell’assetto funzionale di sala di incontro/audizione/spettacolo condiziona la convenienza economica dell’investimento privato. Sembra dunque ineluttabile l’aggravamento delle condizioni di abbandono con il progressivo degrado verso l’esito di obbiettiva irrecuperabilità delle strutture.  Come motiva il provvedimento di tutela, il Cinema Olympia (1952), progettato da Mario Pucci e dal giovane allievo Vinicio Vecchi, costituisce l’innovativo prototipo in territorio nazionale di sala cinematografica ad anfiteatro con sezione ad andamento parabolico, che supera il tradizionale modello a due sale (platea piana e galleria a gradinate) diffuso tra le due guerre. E Veccchi sviluppa quell’originale idea inventiva, adottata  poi generalmente, ancora a Modena nel Cinema Principe (1959-1960) e in oltre  sessanta analoghe realizzazioni in Italia e all’estero (in Libia e Arabia Saudita), affermandosi come protagonista della architettura dello spettacolo del secondo Novecento. E qui, così nell’Olympia, come nel Principe, accompagna la struttura con elementi decorativi di qualità affidati all’artista modenese Luciano Giberti, all’nterno nel primo con il grande mosaico del foyer (rappresentazioni salienti di storia del cinema), e con la composizione in facciata nel secondo.

Modena non può rassegnarsi a perdere i suoi cinema Olympia e Principe. Se non è immaginabile una utilizzazione privata che dia convenienza all’intervento di recupero, spetta allora alla città e alle sue istituzioni assicurare alle due originali strutture la nuova destinazione che risponda all’interesse generale della comunità. [Il Comune di Bologna, ricordiamo, acquistò il Cinema-Teatro Manzoni e ne ha fatto un auditorium]. Necessario il progetto che sappia meritare l’accesso alle risorse economiche disponibili a sostenere gli interventi di promozione culturale nel territorio, cogliendo anche la straordinaria occasione offerta dai finanziamenti del PNRR. E si verifichi se le due sale si prestino (come sembra evidente) a soddisfare la esigenza di vaste aule di cui gli istituti universitari modenesi non dispongono (costretti oggi a ricorrere alla ospitalità in ambienti comunali non appropriati; o a versare il canone d’uso alla Chiesa di San Carlo), adeguate ad accogliere gli allievi dei corsi a più alta frequentazione.

Modena, 12 settembre 2022.

Italia Nostra sezione di Modena.

 

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