Allo Scaffaiolo, una seggiovia per travolgere la tutela del Paesaggio.

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La nuova progettata seggiovia, che ha dalla sua la sola ragione di un congruo finanziamento garantito dalla Regione sui fondi europei, entra in territorio di Fanano da Polle di Lizzano e incontra ben sei distinti vincoli paesaggistici. Siamo alle quote più alte dell’Appennino, dentro un parco regionale e in zona gravata da uso civico, è mangiata una striscia di bosco, si attraversa la fascia di rispetto di un torrente, il Dardagna, per andare a finire nei pressi di un lago di crinale, lo Scaffaiolo. una singolarità geologica. Aveva incuriosito il Boccaccio nel suo trattatello geografico De montibus. Ci sono pure, lì, le autonome tutele del piano paesaggistico regionale e del piano territoriale di coordinamento provinciale. Ma sono bastate le risibili prescrizioni della sollecita Soprintendenza (siano dipinti di verde i nuovi tralicci, gli infissi delle stazioni abbiano cornici non riflettenti e vetri oscurati) per convincere la Regione, contro i motivati pareri del Comune di Fanano e della Provincia di Modena, che sono così neutralizzati gli impatti ambientali negativi e non c’è ragione di ritardare l’attuazione dell’opera con l’inutile (ma è prescritto!) procedimento di VIA. La tutela del paesaggio è compito primario della Repubblica (art.9 cost.) e, lo dice la Corte Costituzionale, non può essere subordinata ad alcun altro interesse (turistico, occupazionale), fosse pura di rilevanza pubblica. Italia Nostra, con WWF, Legambiente e CAI, si domanda se non vi sia modo di pretendere e ottenere, sul crinale del nostro Appennino, il rispetto di un principio fondamentale della Costituzione.

Italia Nostra, sezione di Modena.

Immagine: google earth 

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