Dove erano come erano. Le Case Operaie di Castelfranco Emilia.

IMG_20200825_190613696_HDR

Sono state demolite perché l’Amministrazione Comunale ha decretato, ma era un pretesto, che fossero irrecuperabili e la Soprintendenza non le ha volute tutelare. Avevamo dimostrato che la verifica negativa dell’interesse culturale era fondata su un vistoso errore di identificazione, ma non si è voluto intendere ragione e le case operaie nei giorni scorsi sono state abbattute (sane le travi lignee e come i mattoni saranno recuperate per un reimpiego altrove).
Ora l’Amministrazione comunale che aveva per parte sua rimosso il vincolo conservativo del piano regolatore promuove una consultazione pubblica sul destino delle aree di risulta dalla demolizione. Benissimo questa attitudine di apertura alla partecipazione e all’ascolto.
Ma sarà bene subito rilevare che il modo di intervento in quell’ambito non è affatto libero. Innanzitutto il rispetto della trama viaria che corrisponde all’assetto della espansione di primo Novecento del principale nucleo abitato di Castelfranco. Insomma le strade alberate debbono rimanere. Sono pubbliche vie del centro storico e dunque rivestono quell’interesse culturale (storico, sono documento della vicenda urbana) che ne impone la tutela come speciali beni culturali (art.10, comma 4, del codice beni culturali). Non può esservi spazio per errori di identificazione.
E come intervenire allora entro lo spazio definito da quella trama viaria?
Non v’è dubbio che le Case Operaie costituissero il tessuto edilizio autentico del centro storico, come aveva riconosciuto il piano regolatore con leggerezza sul punto variato. Potevano e dunque dovevano essere restaurate. Non è vero che fossero irrecuperabili, lo dimostrano le fotografie di ogni fase della demolizione. Su un contestabile pretestuoso presupposto sono state condannate. Ora si tratta di ripristinarle, di ricostruirle cioè nel rispetto dei caratteri tipologici originari, non certo incompatibili con gli standard abitativi oggi irrinunciabili.
E sia mantenuta la destinazione alla edilizia pubblica con diretta gestione dell’Agenzia che ha questo compito istituzionale e che potrà giovarsi dell’adeguato sostegno finanziario alla doverosa operazione di ripristino.

Modena, 3 settembre 2020.

Italia Nostra, sezione di Modena.

Commenti

commenti