I 200 anni del Seminario Minore di Fiumalbo

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LA CELEBRAZIONE

di Beppe Manni (pubblicato dalla Gazzetta di Modena il 7 settembre 2020)
Celebrati nel fine settimana i 200 anni della nascita del Seminario Minore di Fiumalbo. Nella chiesa di San Francesco e San Donnino il vescovo Erio Castellucci ha officiato una messa animata dalla Corale Montese. Ed è stata inaugurata una mostra storico–fotografica “Il Seminario di Fiumalbo: 200 anni di fede e di cultura”. Il seminario era stato voluto dal Duca Francesco IV e dal vescovo Tiburzio Cortesi nel 1820 per formare i giovani ed avviarli al sacerdozio. L’edificio è stato un importante luogo di formazione religiosa e intellettuale per migliaia di giovani che sono passati sui banchi delle aule scolastiche. Non tutti diventarono preti. Per la montagna dove non c’erano ancora scuole medie e superiori fu una vera scuola popolare che attraverso una educazione rigida e severa allo studio, alla disciplina e alla preghiera, permise a ragazzi del popolo, prevalentemente figli di contadini, di fare un salto di classe sociale e per chi non sceglieva il sacerdozio, raggiungere un diploma o una laurea e ricoprire ruoli importanti nella cultura modenese. Ha avviato agli studi centinaia di giovani ‘del popolo’ e li ha preparati ad assumersi importanti ruoli religiosi, sociali e civili nella società. Lo attestano le testimonianze raccolte in un libro di Luigi Casinieri uscito nel 2009 “Sono stato in seminario a Fiumalbo”

Il seminario di Fiumalbo finisce nel 1966. Lo stabile fu utilizzato prima come Residence dell’Alpe e poi come scuole medie comunale. Da alcuni anni è chiuso. Ci sono interessanti progetti per il futuro per fare del glorioso edificio un centro culturale religioso e sociale per l’Alto Appennino. Insieme alla restaurata chiesa di San Francesco rimane un luogo storico architettonicamente importante sede di una memoria che non deve essere cancellata. Fu una palestra di vita. Disciplina, preghiera e studio, erano le tre componenti dell’educazione del giovane levita. Fu un importante luogo di cultura per migliaia di studenti che sono passati nelle sue aule Offrì l’unica opportunità di studiare a centinaia di figli di contadini montanari. Fu la strada che portò i ‘poveri’ a fare un salto sociale e poter ricoprire ruoli pubblici importanti. —

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