Nicolò dell’Abate inamovibile dal percorso espositivo della raccolta estense.

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Se definitivamente rimosso – e non deve – dalla Galleria Estense, ritorni al Camerino della Rocca di Scandiano.

Debole la risposta della Direttrice della Galleria Estense alla rivendicazione del ritorno alla Rocca di Scandiano del ciclo dell’Eneide e delle lunette con le storie boiardesche, staccati nel 1772 per entrare nella raccolta estense. La Direttrice infatti da quella ordinata raccolta li ha rimossi, dalla saletta della Galleria dove stavano fin dal primo allestimento nel Palazzo dei Musei, per trasferirli nel Palazzo Ducale di Sassuolo e far posto in quello spazio a mostre estemporanee che, come l’attuale, non hanno alcun riferimento agli oggetti esposti e anzi costituiscono una fastidiosa zeppa spuria nella continuità del percorso espositivo. Perché non è questione di idoneità conservativa che ben la Rocca di Scandiano potrà assicurare, posta in ogni caso a condizione del trasferimento, e l’edificio è parte del Demanio culturale dello Stato, concesso in uso all’Amministrazione comunale, giudicata quindi capace di una appropriata manutenzione del monumento. Il punto, come si intende, è un altro, e attiene alla vicenda di quei dipinti entrati come elementi essenziali e caratterizzanti nella raccolta estense da oltre due secoli (con una operazione precoce nella storia dello stacco degli affreschi) e attiene alla storia stessa di formazione della Galleria, e solo se stanno all’interno del suo percorso espositivo rimane insuperabile  la ragione di non corrispondere alla rivendicazione di Scandiano.

Modena, 23 agosto 2019.

Italia Nostra, sezione di Modena.

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