Da otto anni la Chiesa di San Lazzaro attende il restauro dal Comune di Modena proprietario.

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La chiesa di San Lazzaro sita in via Emilia est è una delle otto chiese di proprietà del Comune di Modena. Passò alla tutela del Comune con la legge che nel 1977 trasferì agli enti locali le competenze delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza(IPAB) che facevano capo all’antica Congregazione di Carità trasformatasi nel 1937 in Ente Comunale di Assistenza(ECA). Il piccolo edificio a navata unica con abside semicircolare racchiusa esternamente da una struttura poligonale cui si affianca un campanile è ciò che  resta dell’antico complesso del  lebbrosario ( fine XII secolo). Oggi si trova  in una zona fortemente urbanizzata,  abbassata rispetto al piano stradale, trascurata  e con la fiancata meridionale compressa dal trafficato corso dell’odierna via Emilia.

Il volto attuale della chiesa, pur snaturato dall’impatto ambientale, è il frutto del riassetto del primo ventennio del Cinquecento che ha mantenuto la struttura dell’oratorio preesistente. La sua riqualificazione è legata soprattutto all’intervento dei pittori modenesi Adamo e Agostino Setti. Perdute le decorazioni all’esterno e quelle dell’abside resta il suggestivo nucleo centrale legato al culto del santo titolare, le Storie di San Lazzaro e Santa Maria Maddalena,  alle quali si aggiungono i riquadri con la  Sacra Famiglia  San Giovanni Battista San Geminiano. Gli  affreschi  furono distaccati dal muro e riportati su telai accostati alle pareti nel corso dei primi anni sessanta del Novecento affinchè ulteriori danni dovuti alle infiltrazioni di umidità non si aggiungessero ai deterioramenti e alle lacune esistenti. Quando nel 2010 un incendio doloso distrusse la parte di affresco posta a sinistra dell’altare la stampa locale riferì che il settore Lavori Pubblici aveva  previsto per l’edificio un intervento conservativo e predisposto sondaggi e carotaggi. A distanza di otto anni nulla è stato fatto mentre nel sito Visit Modena si legge che la chiesa è chiusa per restauro. Se non si interviene uno dei pochi cicli parietali rinascimentali di destinazione chiesastica ancora in loco in area urbana rischia di andare irrimediabilmente perduto insieme alla testimonianza  di quanto rimane  nella nostra città dell’antica cappella che faceva parte  dell’ istituzione degli “ospedali di San Lazzaro”.

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