Autodromo di Marzaglia: il caso non è chiuso

 Il caso autodromo (quale “pista guida sicura”?) non è chiuso. Alla nuova sollecita richiesta di archiviazione ancora opposizione di Italia Nostra.

Lodevole la sollecitudine del Pubblico Ministero che ha perfino anticipato i tempi dati dal GIP per completare le indagini. E, fatto inconsueto, ha convocato la stampa per scagionare i possibili indagati, annunciare la reiterata richiesta di archiviazione data in copia ai cronisti (prima che a Italia Nostra) e segnalare che Italia Nostra non sa far di conto, somma dove si deve sottrarre. La fretta però non sempre giova e il Pubblico Ministero non ha visto il primo documento allegato all’esposto dell’associazione: la determinazione dell’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici che rilevò “l’illegittimità della scelta perseguita dal Comune nell’affidamento nonché realizzazione del Progetto Guida Sicura”, attraverso cioè la privatistica transazione con la società Vintage.  E sull’attestazione della Avvocatura comunale – essendo formalmente indagato il sindaco! – il P.M. non coglie il carattere pretestuoso di quell’atto (dissolta in pratica da tempo ogni controversia tra le parti: Comune e Vintage) e nega infine che sia stato violato il principio di evidenza pubblica nell’affidamento dell’opera. Perciò, niente abuso di ufficio.

Per interpretare poi le destinazioni di piano regolatore per la zona di Marzaglia, quale fonte più autorevole e sicura degli uffici tecnici comunali?  Che naturalmente negano ogni abuso urbanistico – edilizio, ma non dicono che l’assessore (sua risposta 9 dicembre 2005 a interrogazione consiliare, altro documento – allegato all’esposto di Italia Nostra – non letto dal P.M.) mai ha dubitato che alla quota di verde pubblico (50%) vada aggiunta quella di verde (“privato”) di uso pubblico (30%) nella superficie della zona. Come per altro aveva senza contestazioni accertato il consulente tecnico di ufficio che in pratica ha risolto la controversia Comune – Vintage davanti al Tribunale, concludendo per l’insuperabile ostacolo di questo complessivo vincolo di verde (80%) alla realizzazione di qualsiasi pista o autodromo  in quell’ambito.

Se (come motiva il P.M.) non c’è abuso di ufficio sol perché non è stato violato il principio di evidenza pubblica nel favorire Vintage; e  non c’è abuso urbanistico sol perché il vincolo a verde non supera il 50% della superficie della zona, Italia Nostra, che ha letto la deliberazione dell’Autorità di vigilanza sulla illegittimità dell’affidamento dell’opera e (con l’assessore) non dubita della prevista estensione del vincolo di verde all’80% della zona, non può non opporsi nuovamente alla insistita richiesta di archiviazione.

Modena, 3 gennaio 2014.

Italia Nostra, sezione di Modena.

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