Progetto Sant’Agostino e Biblioteca Estense: lettera al Ministro per i beni culturali Massimo Bray

Onorevole Ministro,

Ella già conosce le ragioni che non solo Italia Nostra oppone, a Modena, al trasferimento della statale Biblioteca Estense Universitaria nella privata sede di una fondazione bancaria per essere compresa in un così detto “polo culturale”, tra le molte ed eterogenee funzioni. Con l’effetto, non soltanto il rischio, della perdita della sua identità, così come configurata nell’attuale insediamento voluto, entro il comunale Palazzo dei Musei, nel secondo decennio postunitario insieme alla statale – anch’essa palatina, inscindibilmente connessa – Galleria Estense e agli ottocenteschi Musei Civici. Si aggiunga che l’indebito trasferimento (privatizzazione strisciante, ha denunciato Settis su La Repubblica) paga un altro inammissibile costo, lo snaturamento del settecentesco ex Ospedale Sant’Agostino, forzato ad una ospitalità che comporta la clamorosa violazione dei principi del restauro architettonico e perfino delle norme del piano regolatore poste a tutela degli assetti del centro storico (che innanzitutto vietano le due svettanti torri librarie). Il programmato trasferimento ha trovato, certo, l’assenso così degli uffici centrali come di quelli periferici del ministero, la direzione della Biblioteca e la direzione regionale per i beni culturali che ha guidato l’operazione, infine la soprintendenza che ha approvato il progetto esecutivo. Alla commissione interna alla fondazione, quindi privata, preposta alla scelta dei progetti architettonici in concorso è stato chiamato a partecipare il presidente del comitato tecnico-scientifico per i beni architettonici del MIBAC, ma non certo nel formale esercizio del suo ruolo istituzionale. Si dirà che le determinazioni degli uffici periferici delle istituzioni statali della tutela sono apprezzamenti tecnico-scientifici, garantiti dal principio della autonomia nell’esercizio della funzione, perciò sottratti al potere di censura del Ministro, come 1 autorità politica. Ma qui è in discussione l’atto che sta all’origine della vicenda e ne ha condizionato (e, si può dire, necessariamente determinato) lo sviluppo attuativo, e cioè il protocollo di intesa stipulato a norma dell’art.121 del codice dei beni culturali il 13 novembre 2007 dall’allora ministro Rutelli che impegnò il ministero, nei confronti della Fondazione Cassa di risparmio di Modena, “a spostare e allestire a proprie cura e spese la Biblioteca Estense nella nuova sede dell’ex Ospedale Sant’Agostino”, di proprietà appunto della fondazione. Si tratta di un atto eminentemente politico, che impegna la responsabilità non solo del ministro che lo ha sottoscritto, ma pure dei successivi che ne debbano seguire l’attuazione. Forse può perfino discutersi se l’impegno al trasferimento in sede privata possa essere assunto in un accordo stipulato “al fine di coordinare gli interventi di valorizzazione sul patrimonio culturale”, come recita l’art.121, ma non v’è dubbio che chi ha oggi la responsabilità politica del dicastero abbia il potere di recedere da quell’intesa per un diverso apprezzamento dell’interesse pubblico implicato nella vicenda. E a ciò crediamo che sarebbe tenuto se maturasse il convincimento che l’interesse pubblico si opponga allo strappo della insigne biblioteca statale dal pubblico insediamento ottocentesco per essere trasferita in un ambito privato e confusa nel progetto polivalente di una fondazione bancaria. Al Ministro è rispettosamente rivolta la motivata eccezione di Italia Nostra, fatta pubblicamente propria da Settis su La Repubblica. E se fosse condivisa, crediamo (Ella sicuramente apprezzerà la franchezza) che il Ministro abbia il potere – dovere di fermare l’operazione, della quale, se portata a conclusione, a Lui sarebbe in ogni caso imputata la responsabilità politica. Il progetto per altro non è ancora in esecuzione (si dice che i cantieri si apriranno nel prossimo aprile) e in buona parte, per le altre destinazioni, potrebbe essere attuato, con la esclusione, certo, delle due torri librarie e, perché no, con la conversione al modello più moderno della biblioteca multimediale. Per Sua comodità di immediata documentazione uniamo qui il testo della Intesa 2007, dove avrà la sorpresa di leggere che il Ministro si impegna a non far osservare le prescrizioni restaurative che il suo soprintendente aveva appena dettato nella autorizzazione del trasferimento del monumentale edificio dell’ex Ospedale Sant’Agostino dalla AUSL proprietaria alla acquirente Fondazione. L’esonero dal 2 rispetto dei principi del restauro è esplicitamente motivato dalla constatazione sfrontata che se quelle prescrizioni fossero osservate la Biblioteca Estense negli spazi settecenteschi della riforma assistenziale di Francesco III non ci sarebbe stata. Mentre la firma del sindaco garantisce obbiettivamente l’esonero dal rispetto delle rigorose e vincolanti norme di attuazione del piano regolatore per gli interventi nel centro storico. Se questa è “valorizzazione”. Non è stata smentita la notizia che per entrare nel “polo espositivo” (distinto dal ”polo librario”, rotta l’unità storica della raccolta) saranno amputate alla base le settecentesche monumentali scaffalature del Termanini, l’architetto del Palazzo dei Musei dove oggi le possiamo ancora ammirare. Uniamo infine il testo di una nota nella quale Italia Nostra, all’origine della vicenda, argomentava l’assurdo di abbandonare la soluzione cui Comune e Ministero avevano da anni lavorato per assicurare alla Biblioteca Estense il necessario ampliamento con la espansione fisiologica negli spazi contigui che sarebbero stati liberati dalla impropria destinazione ospedaliera. Come poi è avvenuto e quegli spazi sono rimasti a quel fine ancora disponibili. Italia Nostra si affida allo scrupolo che Ella ha dimostrato nell’affrontare ogni problema, libero dai condizionamenti di una passiva burocratica continuità; mentre mi dico personalmente pronto in ogni momento a fornirLe ogni ulteriore elemento di informazione che ritenesse utile alla Sua valutazione.

 

Italia Nostra – Sezione di Modena

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