Pievepelago: lettera al Soprintendente su abusi in sito storico

Arch. Paola Grifoni

Soprintendente per i beni architettonici e il paesaggio per le province di Bologna, Modena e Reggio Emilia.

Bologna, via IV Novembre, 5.

 

Pievepelago (Modena): una incongrua e abusiva costruzione nella centrale piazza Vittorio Veneto dell’antico insediamento, bene di interesse culturale a norma dell’art. 10, comma 4, lettera g), del Codice dei beni culturali e del paesaggio.

Italia Nostra ha appreso dalle notizie di cronaca che la Soprintendenza per i beni architettonici e il paesaggio, corrispondendo alla segnalazione dei Cittadini riuniti in un apposito comitato, ha disposto la sospensione dei lavori di costruzione (con interessamento del sottosuolo) della batteria dei cassonetti per la raccolta differenziata dei rifiuti urbani, nella centrale Piazza Vittorio Veneto di Pievepelago, lavori intrapresi e vicini alla conclusione in assenza della prescritta autorizzazione (art.21, comma 4, del codice dei beni culturali e del paesaggio).

La stampa ancora riferisce che la stessa Soprintendenza ha richiesto alla Amministrazione comunale la trasmissione del progetto dell’opera per valutare se essa sia compatibile con il carattere storico – artistico del bene culturale – la piazza -e non arrechi pregiudizio alla sua conservazione (art. 20 stesso Codice).

Sembra a Italia Nostra di assoluta evidenza che la costruzione dei quattro voluminosi cassonetti a ridosso dell’edificio della Residenza municipale (la Direttoria fatta erigere dall’ingegner Pietro Giardini nel 1791 e già dimora di Cesare  Costa, l’architetto progettista del teatro comunale di Reggio Emilia e dei più prestigiosi edifici dell’Ottocento modenese) costituisca un ingombro visivo deturpante nella  piazza che è il cuore dell’antico insediamento di Pievepelago e il cui ruolo urbano primario è sottolineato dal centrale Monumento ai Caduti, l’unica opera di Giuseppe Graziosi dedicata a quell’impegnativo tema. Ma neppure sembra discutibile che la destinazione a ricevere la raccolta dei rifiuti urbani (con il richiamo dei residenti per quello specifico compito) implichi un uso non compatibile con il carattere monumentale della piazza; e che infine la realizzazione dell’opera, avendo comportato un vasto scavo nel sottosuolo per il ricovero temporaneo dei differenziati rifiuti, abbia recato pregiudizio alla integrità fisica del luogo, stabilmente per altro compromessa con la  interruzione della continuità di superficie. Insomma una edificazione della Piazza sotto ogni profilo severamente vietata dall’art. 20 del Codice qui sopra richiamato, che perciò non è certo suscettibile di sanatoria neppure attraverso modificazioni in ogni caso incapaci di   superare tutte le molteplici ragioni del divieto normativo. E se si dice che l’opera corrisponde ad un essenziale servizio urbano, osserviamo che il centro di Pievepelago, e pure in prossimità di Piazza Vittorio Veneto, consente una diversa collocazione per soddisfare adeguatamente quella medesima esigenza.

Italia Nostra non ha dubbi che la Istituzione della tutela del patrimonio storico e artistico farà doverosamente valere l’insuperabile esigenza di salvaguardia della monumentale Piazza Vittorio Veneto di Pievepelago che non tollera di essere degradata a luogo di raccolta delle immondizie urbane.

Italia Nostra, il direttivo della sezione modenese.

Giovanni Losavio, presidente.

Commenti

commenti