Osservazioni di Italia Nostra alla disciplina che il PUG adottato propone per il nucleo storico dell’insediamento urbano.

Rimettendosi per altro alle diffuse e analitiche osservazioni elaborate dal gruppo di studio costituito da qualificati professionisti modenesi, Italia Nostra limita la sua attenzione alle innovazioni che il PUG in discussione introduce nella disciplina consolidata del nucleo storico dell’insediamento urbano. Per constatare una grave allarmante regressione rispetto alla disciplina di tutela di cui è espressione il vigente piano regolatore.

La moderna concezione del centro storico come unitario monumento urbano, da preservare integralmente nelle riconosciute tipologie degli elementi edilizi che lo costituiscono, è in effetti cancellata dall’approccio selettivo che condanna gli edifici di (pur riconosciuto) valore storico testimoniale, come edilizia minore, alla ristrutturazione ingannevolmente conservativa. Un ossimoro, se è ammesso il solo mantenimento delle strutture murarie perimetrali originarie. Una concezione della città storica come mera vuota scenografia: con lo svuotamento degli edifici, lo svuotamento della città storica negli autentici contenuti che la caratterizzano. L’edilizia minore forma il tessuto connettivo dell’insediamento e ne costituisce la gran parte: aperta la via verso la radicale alterazione del centro storico della nostra città. Per l’ntero suo ambito si confermi il metodo del restauro urbano, declinato secondo le diverse esigenze conservative (restauro/risanamento conservativo), cui corrispondono le sperimentate categorie adottate dal vigente piano regolatore.

Si escluda invece la previsione di esonero dal rispetto della disciplina conservativa in ragione di prevalenti astrattamente ipotizzati interessi pubblici, che apre a una arbitraria incontrollabile discrezionalità, in ogni caso sia definito lo specifico ambito della eccezionale applicazione. Irragionevole consentire che alla demolizione degli edifici c.d. incongrui consegua la ricostruzione di pari volume (dunque il consolidamento della incongruità), mentre la eventuale edificabilità deve essere misurata sul documentato assetto storico preesistente (esempi illuminanti: l’edificio sede Ausl; l’edificio tra Via Ramazzzini e Via Castelmaraldo). Sia ampliato il perimetro del centro storico per comprendervi: Largo Garibaldi; Piazza Natale Bruni con il Tempio Monumentale; l’isolato tra via Berengario, Via Bono da Nonantola e Viale Molza; l”isolato tra Viale Monte Kosica e Viale Crispi; Viale Medaglie D’Oro, Piazza Manzoni e l’insediamento della ex Stazione delle Ferrovie Provinciali. Sia esplicitamente previsto il completamento della ricostruzione dell’edificio Ex Caserma di Santa Chiara.

Modena, 19 maggio 2022.
Italia Nostra, sezione di Modena.

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