Il Sant’Agostino: 2006 – 2021. Quindici anni di attesa

E’ oggi montato (novembre 2021) con i voluminosi ponteggi il cantiere per l’unico vero, e unico possibile, recupero del vasto insediamento urbano che fu l’Ospedale Sant’Agostino. Nessuna deroga è data alla vincolante disciplina conservativa di restauro nel complesso, integralmente tutelato per l’interesse storico e artistico, come ha saputo far valere la Soprintendenza. Fu vano l’insistito tentativo dell’Amministrazione comunale di imporre nella conferenza di servizi la radicale ristrutturazione del complesso, attraverso una inutile variante urbanistica che liberasse dall’obbligo conservativo (confermato dalla Soprintendenza). A quel momento, sono trascorsi cinque anni, i lavori sarebbero potuti essere iniziati.

Nel Sant’Agostino dunque non c’è spazio per le pubbliche biblioteche di ricerca, la statale Estense e la civica Poletti, insediate da oltre un secolo (con gli altri istituti di cultura) nel Palazzo dei Musei dove hanno la possibiltà di espandersi nei vani contigui liberati dal trasferito Ospedale Estense. Come ha dovuto convenire il Comune che ha infine abbandonato il proposito coltivato negli anni di sistemare in quella parte dell’edificio i propri uffici. Mentre lo stesso Ministro (pentito, si era detto entusiasta delle due stralunate torri librarie) ha riconosciuto il rapporto anche di fisica inscindibilità tra le due raccolte estensi dentro il Palazzo dei Musei e quando ha costituito in autonomo supermuseo la Galleria vi ha annesso la inamovibile Biblioteca.

E’ il recupero (lo avevamo detto inascoltati nel 2006) per dare appropriata sede alla Galleria civica e al Museo della Figurina (nel frattempo conferiti nella Fondazione arti visive, così trasformata la fondazione fotografia) che lasciano alla Biblioteca Delfini gli spazi vitali di espansione nel Palazzo Santa Margherita; e per dar vita, di intesa con l’Università, al progetto di digitalizzazione dei patrimoni documentari, librari e archivistici, della città a servizio di una rinnovata ricerca (Italia Nostra allora aveva parlato di “biblioteca multimediale, moderna proiezione digitale della Biblioteca Estense”). Significativo che il recupero prenda inizio dalla porzione dell’isolato di appartenenza statale e in uso all’Università che lì sistemerà le proprie raccolte storiche.

C’è voluta una sentenza del Tar per convincere che insensato sarebbe stato lo smembramento del Palazzo dei Musei privato delle storiche biblioteche di ricerca e che non c’è recupero senza rispetto di storia e architettura. Ci sono voluti  quindici anni, che non possono dirsi tuttavia perduti se approdano all’unico possibile vero recupero del Sant’Agostino.

Modena, 30 novembre 2021

Italia Nostra sezione di Modena

Commenti

commenti