Il Polo Culturale Sant’Agostino prende concretamente avvio. Muovendo dai Musei Universitari.

Gare-de-Moi.-Carlo-Benvenuti.-Exhibition-view-at-Teatro-anatomico-Modena-2018.-Photo-Rolando-Paolo-Guerzoni-1-2 (1)

Il Polo Culturale Sant’Agostino si avvia alla concreta realizzazione ed è significativo che sia data precedenza al progetto dei Musei Universitari che nella porzione demaniale dell’isolato, dunque di appartenenza pubblica, trovano la loro storica matrice con il Teatro Anatomico. Merito della Fondazione Cassa di Risparmio, ora Fondazione Modena, che si è assunta l’onere – su proprietà non sua – di progettazione e attuazione del restauro dei corpi di fabbrica nel giro dell’isolato su Via Berengario fino all’Oratorio. La Soprintendenza ha approvato il progetto rispettoso della disciplina conservativa dettata dal codice dei beni culturali. E già la Fondazione annuncia che è in corso la elaborazione dei progetti per altri stralci esecutivi e che è prossima alla conclusione quella per la riqualificazione della contigua parte dell’edificio che si affaccia, a sinistra di chi guarda, sul Largo Sant’Agostino e fu sede dell’Ospedale militare. Corrisponde certo a un criterio di pratica efficienza la determinazione di procedere per stralci attuativi, e attuativi debbono essere di un disegno generale, esteso cioè all’intero complesso che fu nell’arco di oltre due secoli la sede della pubblica istituzione ospedaliera. E allora, caduta la ipotesi di trasferire le due storiche biblioteche di ricerca (la statale Estense e la civica Poletti) entro l’ex ospedale forzandone le fisiche strutture, si riconosca esplicitamente che l’originario progetto misurato sulla funzione di polo librario non può sopravvivere e deve necessariamente adeguarsi (come oggi nella porzione demaniale/universitaria) ai criteri di restauro/risanamento conservativo per una sollecita approvazione della Soprintendenza. Si abbandoni l’artificiosa discriminazione tra parte monumentale e parte di libero intervento e si consideri che la copertura del gran cortile, che conforma la originale struttura a forcipe del nucleo centrale settecentesco, era stata esclusivamente giustificata dalla esigenza funzionale di farne il cuore di servizio alle due storiche biblioteche.

Modena, 4 giugno 2020.

Italia Nostra, sezione di Modena

fonte immagine: sito web Artribune 

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