Bene la Digital Library per la Biblioteca Estense, ma garantita nel quadro di competenze tecnico-scientifiche e responsabilità istituzionali.

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Italia Nostra ha registrato con soddisfazione l’annuncio di una struttura Digital Library nella Biblioteca Estense, una incontestabile esigenza, per altro da anni avvertita dalle trascorse direzioni che avevano impostato l’operazione, dandole avvio pur  nella limitatezza dei mezzi. La nuova iniziativa pone alcune domande che attendono risposta.

  • Quali garanzie offre il progetto  sulla applicazione di criteri scientifici e di standard consolidati? Chi è in grado di valutarne il livello, la correttezza dei dati e dell’apparato catalografico, constatata l’assoluta mancanza di bibliotecari archivisti, figure indispensabili in progetti di questo tipo?
  • Il MIBAC ha dato assicurazioni economiche e di personale per portare avanti il lavoro negli anni a venire? Le biblioteche di riferimento, quali la Biblioteca Apostolica Vaticana, la British Library londinese e la Libreria del Congresso di Washington sono sistematicamente sostenute dai rispettivi governi. È dello Stato, cui appartiene la Biblioteca Estense, la responsabilità della conduzione e dello sviluppo del complesso servizio.
  • Quali garanzie sono offerte per la manutenzione del digitale? Manutenzione assolutamente necessaria per la fruibilità pubblica estesa nel tempo ai prossimi decenni.
  • I materiali che attendono la digitalizzare sono centinaia di migliaia, al di là dei tre nuclei “pionieri”. Come è garantita la continuità del lavoro nel  tempo se non si vuole ridurre questo importante rilancio ad un’operazione di facciata?
  • La Fondazione Cassa  di Risparmio ha  generosamente assunto  oggi  un  impegno finanziario adeguato: sarà  costante nel tempo o una tantum? E quale il concorrente impegno  del Ministero, necessario perché non si tratti di una delega piena all’Ente privato finanziatore, con rinuncia all’imprescindibile ruolo di responsabilità pubblica nella gestione di un Istituto che è parte del Demanio culturale dello Stato? (Analogo interrogativo  va posto per altre iniziative culturali modenesi, dove si registra una preoccupante delega nella gestione di istituti civici conferiti in fondazione privata).

La sezione modenese di Italia Nostra

 

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