Nel centro storico di Concordia il monumento al guasto del terremoto?

progetto

Benché trionfalmente presentato al Salone del Restauro di Ferrara e benedetto dalla soprintendenza, il progetto comunale di “ricostruzione” di un angolo del centro storico di Concordia (lì dove stava il Palazzo Mari, pressoché integralmente atterrato dal terremoto del 2012) rifiuta esplicitamente i principi del restauro urbano che pur sono affermati nella legge urbanistica regionale e nello stesso piano regolatore comunale. Ne risulta vistosamente alterata la trama edilizia compatta dell’insediamento. Conosciamo l’elegante rendering del progetto che consolida in pratica il guasto del sisma, anzi lo enfatizza, ne alza il monumento.

Interpellato dalla giornalista del Resto del Carlino, il presidente della sezione modenese dell’associazione ha detto: “La ricostruzione dei centri storici danneggiati dal sisma deve rispettare (questa l’opinione di Italia Nostra) la morfologia urbana consolidata nei secoli, il rapporto cioè tra gli spazi rimasti inedificati perché destinati agli usi collettivi (la trama stradale, le piazze) e il compatto tessuto edilizio connettivo. L’edificio caduto doveva dunque essere rimesso in vita nella sagoma preesistente sulla impostazione della sue vaste arcate. Non ha alcun senso ora riproporle, al di fuori della loro funzione costruttiva, come delimitazione scenografica del lato breve della nuova piazza artificiosamente ricavata per arretramento del fronte dell’edificio. Una soluzione che crediamo neppure corrisponda al piano di ricostruzione a suo tempo adottato dal Comune”.

edificio vista Via Garibaldi angolo Via Pace
prima del sisma – Via Garibaldi angolo Via Pace
ediicio Via Garibaldi
prima del sisma – Via Garibaldi
stato attuale
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