Modena, 17 giugno 2026
Al Ministro Alessandro Giuli
Ministero della Cultura
La Soprintendenza sia ricostituita a Modena nella Galleria Estense
A fine ottobre 2024 costituita con sede a Modena, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio non ha ancora trovato il luogo fisico di insediamento dei propri uffici in questa città. Era stata soppressa nel 2015 con la riforma Franceschini la modenese Soprintendenza – allora – per i beni storici e artistici, accorpato il personale in quello della Soprintendenza bolognese che ha esteso quindi la sua competenza di tutela alle province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara. La Galleria Estense, raccolta d’arte, fino ad allora istituto interno all’ufficio di Soprintendenza, fu costituita in museo dotato di autonomia di gestione (ad essa assegnato l’unitario archivio) con direzione selezionata per concorso internazionale, come Gallerie Estensi (al plurale). Fu ricompresa infatti nella stessa gestione la Pinacoteca Nazionale di Ferrara, raccolta di opere d’arte provenienti dai soppressi enti di beneficenza e assistenza, che quel Comune aveva ceduto allo Stato a metà del secolo scorso, priva quindi di alcuna relazione con la dinastia estense. Alle Gallerie Estensi è stata assegnata, come loro dipendenza, anche la Biblioteca Estense convertita in pratica a speciale sezione museale. La direzione delle Gallerie Estensi (che mantengono la denominazione al plurale, benché la Galleria Nazionale di Ferrara sia stata ora assegnata ad autonoma gestione) è dall’inizio di quest’anno vacante con le dimissioni della titolare Alessandra Necci, vincitrice del concorso per la direzione di Palazzo Reale di Napoli.
Una vicenda tortuosa che si è dovuto ripercorrere, con l’anomalo epilogo: la Galleria Estense, scorporata dalla Soprintendenza, priva di effettiva direzione (troppo lontano l’esercizio della delega mantenuta alla dimissionaria direttrice Necci ora a Napoli); la Soprintendenza ricostituita a Modena ma insediata a Bologna. E a questo riguardo non può essere taciuto il sorprendente accordo siglato dal Ministero che ha accolto la rivendicazione del personale (ora in promiscuità con quello della Soprintendenza bolognese) per il mantenimento della situazione extra ordinem, formalmente riconosciuta presso gli uffici di quella Soprintendenza la sede della diversa Soprintendenza, ricostituita con sede a Modena. Un assetto organizzativo palesamente assurdo che disattende il provvedimento dell’ottobre 2024, menoma l’autonomia funzionale del distinto organo periferico del Ministero, posto di fatto in rapporto di dipendenza dalla Soprintendenza bolognese e insediato in luogo esterno all’ambito di propria competenza territoriale (le province di Modena, Reggio Emilia, Ferrara).
E’ meditato convincimento della Associazione nazionale Italia Nostra, sezione di Modena, che una simile situazione esiga l’intervento riparatore del Ministro della Cultura e al Ministro con questo indirizzo l’Associazione si rivolge perché voglia valutare l’esigenza di ripristinare a Modena l’assetto storico dell’ufficio della amministrazione periferica del ministero, ricostituita la unità inscindibile di Galleria Estense e Soprintendenza (comune ben può dirsi l’area culturale di riferimento: Modena, Reggio Emilia, Ferrara) e restituita alla Biblioteca Estense l’autonomia funzionale di istituto di conservazione e ricerca. Nella Galleria Estense acquisita allo Stato unitario dalla estinzione dello Stato austroestense e voluta conservare a Modena (illustri direttori ne furono nel tempo Venturi, Bariola, Pallucchini, Salvini) fu nel 1939 – ricordiamo – costituita la Soprintendenza (allora alle gallerie, poi per i beni storici e artistici fino alla riforma del 2015).
Associazione Nazionale Italia Nostra, sezione di Modena, il presidente Giovanni Losavio
Si uniscono a Italia Nostra nella istanza al Ministro della Cultura:
l’Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti di Modena, il presidente Giorgio Pighi,
la Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi, il presidente Alberto Menziani.
