Italia Nostra ancora sul temuto trasferimento a Ferrara dell’originale della Bibbia di Borso (riflessioni fondate sulla testimonianza di Anna Rosa Venturi che ha avuto responsabilità istituzionali di custodia del prezioso codice).

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Si sono sentite accuse di ogni tipo nei confronti dei sostenitori dell’inamovibilità, come se costoro fossero spinti da motivazioni assurdamente ideologiche o da ancor più assurde intenzioni di fare polemica. Il problema va posto e vissuto dall’interno e non dall’esterno.
La Bibbia di Borso è andata via da Modena e dalla Biblioteca Estense purtroppo già tante, troppe volte. A Ferrara, per la mostra e il convegno “Codici manoscritti e a stampa da Pomposa all’Umanesimo”all’inizio degli anni Ottanta, rimase dei mesi, sempre aperta alle stesse pagine, nonostante le ripetute raccomandazioni di cambiarle giornalmente: al ritorno a Modena i due tomi, pur chiusi, rimanevano semiaperti, per semplificare “a fisarmonica”, per l’umidità che avevano assorbito. Inoltre erano visibili danni alle parti miniate con lamina d’oro, proprio alle pagine maggiormente esposte. Allora però non esisteva il facsimile, ma solo una vecchia copia in bianco e nero prodotta da Orlandini.
Gravissimo, ulteriore trauma la Bibbia dovette subirlo all’epoca della realizzazione del
facsimile. I due tomi vennero scuciti, sfascicolati, tenuti a lungo sotto luci potenti
(sedicenti di sicurezza e fredde, ma comunque di un’intensità eccessiva) per essere
fotografati, rifotografati, confrontati con i diversi risultati dei facsimili nel corso del
tempo prodotti, sempre in cerca del risultato migliore. Chi assisteva alle operazioni,
peraltro legittime e autorizzate dal Ministero, pativa quotidianamente grande inquietudine e vera sofferenza, sostenuto soltanto dalla certezza che quel bellissimo risultato ottenuto dall’editore Panini avrebbe significato la fine di qualsiasi ulteriore trauma per trasferimenti, mostre, convegni, consultazioni e “attacchi di nostalgia”. Purtroppo questo non è. E si continua a voler movimentare l’originale. C’è da chiedersi: a chi è servito il ciclopico lavoro per produrre il facsimile? Ad arricchire gli scaffali di qualche danaroso bibliofilo?
Ricordiamo che tra Modena e Ferrara la distanza è minima: per chi volesse gustare
l’originale (che indubbiamente è straordinariamente più bello della pur bella copia),
spostarsi a Modena consentirebbe non solo la vista della Bibbia, ma quella della bellissima mostra oggi in atto all’Estense che presenta fra l’altro altri eccezionali cimeli risalenti al periodo, come i portolani e le carte nautiche, prima fra tutte quella del Cantino. A sottolineare quella felice stagione che da Leonello a Borso, ad Ercole costituì un’esperienza straordinaria per la cultura italiana ed europea e che ebbe la sua culla a Ferrara.
La dirigente Bagnoli che ha al suo attivo anni di lavoro con manoscritti e miniature a Baltimora, è certo che possa capire e condividere la ragioni di questa posizione.

Modena, 6 dicembre 2018.
Italia Nostra, sezione di Modena

Link per visionare le pagine di parte della Bibbia: https://www.wdl.org/en/item/9910/view/1/1/

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