Nel Ventennale di Modena sito del Patrimonio dell’Umanità doveroso riandare all’origine della straordinaria vicenda.

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Come, vent’anni or sono, sia avvenuta la iscrizione nei siti del Patrimonio dell’Umanità di Piazza Grande con Cattedrale, Palazzo Comunale e Ghirlandina non è generalmente noto nella città. La celebrazione del Ventennale avrebbe dovuto muovere, noi crediamo, dalla ricognizione dell’origine di questa straordinaria vicenda che ha meritato alla comunità modenese prestigio internazionale, credito presso gli organismi europei e un nuovo richiamo turistico. La iniziativa fu ideata e assunta, caso del tutto eccezionale nel panorama italiano, dalla Soprintendenza per i beni ambientali e architettonici dell’Emilia – Romagna, che raccolse la documentazione e avviò il complesso procedimento. L’unicum modenese rientrava in maniera perfetta nei criteri e negli insuperabili requisiti per la iscrizione: universalità, eccezionalità, unicità, autenticità. Era, in più, un insieme, categoria  specificamente prevista e all’epoca poco rappresentata nella lista: per l’Italia era presente,   con analoghe caratteristiche, solo la Piazza del Duomo a Pisa. La documentazione necessaria (non semplice, con le relative ragioni) fu tutta predisposta da due soli soggetti: il Soprintendente, Elio Garzillo, ed Enrica Pagella, la direttrice allora del Museo Civico d’Arte di Modena, che operò a titolo personale su incarico fiduciario della Soprintendenza. Minimi i costi, un caso di puro volontariato culturale. La richiesta con il corredo della copiosa documentazione (trenta chili di documenti, pubblicazioni, relazioni, testi, carte geografiche, mappe, grafici, servizi fotografici) fu inviata all’Unesco–Parigi nel maggio 1996 direttamente dalla Soprintendenza. Verifiche e sopralluoghi furono compiuti dall’Icomos nella persona di un’attenta funzionaria scientifica di lingua francese (assistita dal Soprintendente) e il procedimento si concluse positivamente e con straordinaria rapidità nel dicembre 1997: la Piazza di Modena, con Cattedrale e Torre civica divenne così il ventiduesimo sito italiano iscritto nella lista. Le motivazioni ufficiali, internazionalmente riconosciute e diffuse, ancor oggi riportate sui siti di tutto il mondo, sono esattamente quelle scritte allora da Elio Garzillo ed Enrica Pagella. (Forse è il caso di annotare: il Comune di Bologna, che per l’inserimento nella lista dei suoi Portici ha coinvolto decine di studiosi anche extraeuropei, ha promosso convegni, con un impegno economico clamoroso, non ha ottenuto che l’inclusione nell’affollato elenco di attesa, la così detta tentative list).

Il prestigioso riconoscimento fu ottenuto nella indifferenza, se non nella esplicita avversione, degli amministratori modenesi, preoccupati soltanto che ne potesse derivare una limitazione nel libero impiego, nelle valorizzazione, della Piazza: insomma l’intrapresa del Soprintendente che “le pensa tutte pur di mettere  nuovi vincoli”, come reagì il sindaco di allora alla comunicazione definitiva dell’esito della operazione.

Certamente un ventennio non è passato invano. Oggi Modena e i suoi amministratori sono ben consapevoli del prestigio e della responsabilità di quel riconoscimento e se ne fanno a ragione vanto, benché non vi abbiano allora contribuito.  Nel Ventennale oggi celebrato, Modena, se è una città civile, conferisce ad Elio Garzillo la cittadinanza onoraria.

Modena, 27 ottobre 2017

Italia Nostra, sezione di Modena

 

fonte foto: Unesco Modena

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