Mutina splendidissima e il parco archeologico Novi Ark abbandonato a stesso.

Si inaugura il prossimo 25 novembre, nella cornice del Foro Boario in via Bono da Nonantola, la mostra “Mutina Splendidissima” a chiusura del percorso delle celebrazioni dei 2.200 anni della fondazione della colonia romana e della sorella germana Parma, lungo la Via Æmilia. Il grande evento è a cura dei Musei Civici di Modena e della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Bologna, con il sostegno della Regione ER e della Fondazione CassaMo e il patrocinio è dell’Unimore.

Molto ci sarà da vedere, i vari periodi storici saranno esplorati e illustrati attraverso reperti, opere d’arte, documenti e libri d’arte, video e ricostruzioni virtuali.

Al grande evento si collegano altre iniziative curate dall’Archivio di Stato con “ La storia infinita sulla via Emilia: segni,tracce, memorie in una mostra di cartografia storica tra i secoli XVI e XIX”, e quelle delle Gallerie Estensi, presso la Biblioteca e il Museo Lapidario Estense, al Palazzo dei Musei.

Ma c’è un luogo che per l’occasione non sarà sotto gli stessi riflettori, nonostante ne abbia pienamente titolo, nella cornice del Foro Boario che ospiterà l’imminente grande evento, il parco archeologico a cielo aperto, il Novi Ark, con tutte le sue interessanti testimonianze a cominciare dalla ricostruita strada romana, contornata dalle diverse lapidi in bella mostra, una è stata perfino manomessa, il tutto in completo abbandono, lasciato alla mercé dei guastatori, insufficiente l’illuminazione, diversi faretti rotti, da tempo disattivato il sistema d’allarme. I lavori di restauro ben due volte annunciati dall’Amministrazione, stimolata ripetutamente dalla stampa che ha segnalato lo stato  di palese incuria e malgoverno del luogo, non sono stati neppure iniziati. Un vero peccato, l’unica ma grave nota stonata nella accurata regia per il finale delle celebrazioni dei 2.200 di Modena città romana: manca al quadro il restaurato Novi Ark, elemento essenziale del complesso percorso espositivo distribuito tra i vari istituti culturali.

foto dei danneggiamenti (fonte Gazzetta di Modena):

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foto prima dei danneggiamenti:

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